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Marzo 2025: Perché i ribassi non devono spaventare

  • Immagine del redattore: Nextgen Advisory
    Nextgen Advisory
  • 15 mar
  • Tempo di lettura: 4 min

Cappello Make America Great Again (abbreviato spesso con la sigla MAGA): è uno slogan utilizzato e reso popolare da Donald Trump nella sua campagna elettorale presidenziale del 2016 e quella del 2024
Cappello Make America Great Again (abbreviato spesso con la sigla MAGA): è uno slogan utilizzato e reso popolare da Donald Trump nella sua campagna elettorale presidenziale del 2016 e quella del 2024

Introduzione

Da circa tre settimane i mercati sono in calo continuo, con l'S&P 500 che ha registrato una flessione del 9% rispetto ai massimi di febbraio, mentre il Nasdaq 100 si trova in territorio di correzione, con un ribasso del 12%, riportandoci ai livelli di sei mesi fa, nonostante gli utili per azione (EPS) siano cresciuti di circa il 6% nello stesso periodo.


Qualcosa è cambiato tra il 20 e il 21 febbraio, subito dopo i massimi toccati il 19.

Due eventi macroeconomici negativi hanno innescato un’ondata di vendite sui mercati americani:

  1. Proprio in quei giorni, il Presidente Trump ha lanciato una serie di dichiarazioni provocatorie e minacce nei confronti di Canada, Messico, UE e altri paesi, creando preoccupazione sui mercati con l’annuncio di dazi superiori al 25%, generando incertezze sulla possibilità di una guerra commerciale con i principali partner commerciali degli Stati Uniti.

  2. Un ulteriore fattore di incertezza è arrivato dai dati sulla fiducia dei consumatori, che sono crollati a 65 punti, ben al di sotto dei 72 punti inizialmente previsti e dei 68 punti stimati in precedenza. Questo calo è direttamente legato ai dazi imposti dall’amministrazione Trump e alle possibili ripercussioni sui consumi degli americani.


In questo scenario, la parola "recessione" è tornata alla ribalta.


Perché si parla di recessione?

Negli Stati Uniti, i consumi privati rappresentano il 70% del PIL. Per questo motivo, i dati appena citati hanno suscitato preoccupazione sui mercati e riacceso il dibattito sulla possibilità di una recessione, simile a quanto accaduto nel 2018, durante il primo mandato di Trump.


Nel 2018, i mercati subirono un doppio colpo: prima a gennaio e febbraio, con l'S&P 500 e il Nasdaq 100 che scendevano del 10% dai massimi a seguito dell’introduzione di dazi su acciaio e alluminio, e poi nel quarto trimestre, con l’ulteriore impatto di dazi del 10% sui beni cinesi, alimentando il timore di una guerra commerciale globale che avrebbe potuto portare a una recessione mondiale. In quella fase, i due principali indici persero oltre il 20%.


Oggi la situazione interna sembra evolversi in una direzione simile, ma con una differenza sostanziale: l’economia statunitense è oggi più fragile a causa della pandemia di COVID-19 e dell’inflazione, mentre i mercati sono più costosi rispetto al 2018. Tuttavia, c’è un elemento favorevole: l’atteggiamento della Fed è più cautelativo rispetto al 2018, quando iniziò ad alzare i tassi per combattere l’inflazione in risalita.


L’analisi tecnica

Secondo il modello CAPM (il Capital Asset Pricing Model è in economia finanziaria un modello di equilibrio dei mercati finanziari), i prezzi azionari sono determinati da due componenti principali: il tasso risk-free, cioè il rendimento dei Treasury USA, e il Market Risk Premium, che rappresenta il rendimento aggiuntivo richiesto per investire in azioni rispetto ai Treasury, ovvero quella percentuale che giustifica il rischio maggiore associato alle azioni.


Quando gli investitori temono una recessione, i bond tendono ad apprezzarsi, con i rendimenti che scendono di circa 1-2%, poiché gli investitori si rifugiano in asset più sicuri, come le obbligazioni americane. In questo scenario, il Market Risk Premium tende a salire vertiginosamente, come accaduto nel 2020 durante la crisi da COVID-19.

Ma cosa significa tutto ciò? Significa che il rendimento complessivo richiesto per investire in azioni aumenta, portando a un calo generalizzato dei mercati azionari.


Quando il rischio di recessione viene scontato nei mercati, le società con un alto Terminal Value (cioè il valore futuro a lungo termine della società) sono le più colpite, come nel caso di titoli tecnologici, mentre quelle il cui valore è più legato ai flussi di cassa a medio termine, come il settore dei beni di consumo o delle utilities, tendono a subire meno gli effetti negativi.


In conclusione

Questo è ciò che sta accadendo ora: gli investitori richiedono rendimenti più elevati per essere incentivati a comprare azioni, in particolare nel settore tecnologico, il che porta a un calo dei prezzi e, allo stesso tempo, a un aumento del potenziale rialzo.


Il 14 marzo, la fiducia dei consumatori è rimasta in calo a causa delle minacce di Trump, mentre i mercati europei continuano a sovraperformare, supportati dalla possibilità di una fine della guerra in Ucraina, dai solidi utili del settore finanziario e da un piano di investimento europeo legato al riarmo. Cresce anche l’ottimismo verso la Cina, che continua a sostenere la propria economia con politiche di stimolo avviate lo scorso settembre, mentre il settore tecnologico cinese si allinea con i principali attori mondiali, in particolare nel campo dell’intelligenza artificiale.


Tuttavia, le correzioni in Borsa sono fenomeni assolutamente normali, che si verificano mediamente ogni 18 mesi. Con una comprensione adeguata di questi cicli, è possibile migliorare il market timing e consolidare le proprie strategie, sfruttando le opportunità che il mercato offre in momenti come questo.


Come affrontare questo periodo? 

Con serenità e pazienza. A livello strategico, un portafoglio ben diversificato riduce l’esposizione ai ribassi e consente di mantenere liquidità per fare ingressi mirati durante le fasi di calo. In alternativa, una strategia semplice ed efficace è quella di pianificare acquisti ricorrenti e piani di accumulo, che permettono di sfruttare le fluttuazioni del mercato con maggiore tranquillità e opportunismo.

 
 
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