Investire per i figli: un esempio pratico
- Nextgen Advisory
- 7 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Quest'articolo è un po' diverso, diciamolo subito.
Abbiamo scelto un grande classico del cinema, Quei Bravi Ragazzi, prendendo due personaggi principali che in questo caso interpreteranno Quei Bravi Genitori. A che fine? Dimostrare come lasciare a tuo figlio 70 mila euro con un basso rischio.
I protagonisti
Henry e James sono grandi amici, bravi ragazzi, entrambi neogenitori.
Tutti e due sanno come gestire la famiglia, il lavoro e le proprie finanze, di fatti hanno
progetti per i loro bambini, grandi progetti, che tuttavia richiedono di essere esaminati.
Lo scopo e l’idea di partenza è la stessa per entrambi: risparmiare dalla nascita
dei loro figli una certa cifra ogni mese, fino alla data in cui raggiungeranno la maggiore età.
Sia Henry che James sanno che non sarà così facile ma siccome lo scopo è quello di
garantire le migliori università ai figli, di dargli la possibilità di viaggiare e vedere il mondo
ma anche di aver liquidità da parte da cui partire per costruire il proprio capitale o in caso sia necessario per emergenze, sia Henry sia James ce la metteranno tutta.
Le strategie di risparmio
Vediamo il primo.
La strategia di Henry è più semplice, tende solo al risparmio, a mettere i soldi in
cassaforte, in banca, o sotto il materasso. Come farà poi anche James, Henry risparmia
200 euro al mese, li accantona e attende i 18 anni del figlio. I risparmi crescono e
crescono insieme al ragazzo. Il ragazzo ora è grande, ha scelto l’università da
frequentare, ha programmato i suoi viaggi e papà Henry è sicuro che quanto ha messo da
parte è abbastanza. 200 euro al mese, per 18 anni, il calcolo è semplice, son ben 43.200
euro. Henry può ritenersi soddisfatto del suo lavoro.
È il momento di analizzare la strategia di James. James è più esperto in materia
finanziaria, consulta degli esperti e decide così di investire quei 200 euro al mese, invece
che accantonarli. Non vuole rischiare troppo, anche con un orizzonte temporale ampio,
optando per un portafoglio ben bilanciato, con un rendimento medio del 5%, non un
rendimento stellare ma possiamo dire che così dorme meglio la notte.
Ora per calcolare il capitale finale ci vuole una formula ben più complessa della
moltiplicazione precedente. Indichiamo con CF il Capitale Finale, con I l’interesse annuo
(del 5%) e con A, l’aggiunta mensile (di 200 euro) e otteniamo:
CF = A [ ( 1 + I )18 + 1 - ( 1 + I ) ] / I
Questa formula, per semplicità, conta che i versamenti mensili vengono aggiunti tutti
insieme all'inizio dell'anno al fine di calcolare il capitale finale. Svolgendo il calcolo
otteniamo 70.893 euro, 43.200 risparmiati e investiti e 27.693 di interessi maturati.
Approfondiamo la gestione di James
Siccome James è furbo ed ha investito tramite un intermediario sotto regime
amministrato, le aliquote sulle plusvalenze sono già scontate dallo stesso e contando una
media del 21% di tassazione (dando più peso così al 26% di tassazione della parte
azionaria e meno al 12,5% dei Titoli di Stato), gli interessi netti di James saranno 21.877
euro. Dunque il capitale finale al netto delle imposte risulterà 65.077 euro. Il figlio di
James può essere fiero del suo papà.
In conclusione
Sia Henry che James hanno fatto benissimo a risparmiare per i proprio figli ma il secondo
ha applicato al suo risparmio una strategia più efficace: l’investimento.
Bisogna considerare infatti che i numeri non incorporano la perdita di potere d’acquisto
causata dall’inflazione. In un’ipotetico mondo di inflazione stabile al 2%, percentuale
ricercata e voluta per garantire la stabilità dei prezzi, in 18 anni il nostro denaro peserebbe
assai meno, un dato non da poco.
Ma tornando ai nostri ragazzi, possiamo dire che sia Henry Jr. e James Jr., avranno le
spalle coperte per un bel po’, ma c’è chi potrà star maggiormente sicuro e con qualche
vantaggio di più.